Il Cerchio e il Centro
- Nico Carrato
- 27 apr 2021
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 8 mag 2021
Un cerchio in un rettangolo senza cornice.
La completezza nella narrazione aperta.
Il nero in una distesa azzurra.
Un salvagente - sembianze da pneumatico - attraversato da un corpo inerte.
Sospeso, viso reclinato, braccia abbandonate ai moti invisibili delle acque.
Non è questo, pertanto, un cerchio capace di trasmettere protezione, riparo.
Non è bastato, pur ostinato, a salvare una vita.
Collocato al centro, dove, naturalmente, si orienta la nostra percezione.
Lì si genera la restituzione di senso.
Mettere cose e persone al centro significa attribuirle valore, disporle in grado di comunicare bene, e trasmettere, ora con forza, immobilismo, quiete, fino alla morte.
Non ci si può permettere il dinamismo e la vitalità evocati da una figura, magari, decentrata. La realtà, purtroppo, non lo consente.
Al centro, ciò che non può essere lasciato alla periferia della coscienza e dello sguardo.
Per ragioni di verità, giustizia, estetiche.

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