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Zaia e Salvini, topi e ciliegie

  • Immagine del redattore: Nico Carrato
    Nico Carrato
  • 18 giu 2020
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 9 ago 2020

Verona. Osteria Al Borgo, sede informale di una conferenza stampa. Bandierine di partito sul tavolo e tra le bottiglie di vino; tra i microfoni, cesti in plastica di ciliegie (tipiche delle colline veronesi?) e quattro interlocutori: al centro il presidente del partito arrivato da Roma (Salvini) e quello della Regione (Zaia). Rappresentanti nazionali e istituzioni locali si incontrano per offrire, in maniera congiunta, il proprio punto di vista sull'attualità stringente.

Il frammento scelto esprime bene cosa sia sconveniente fare in circostanze del genere, per ragioni mediatiche e, più semplicemente, per ciò che attiene al buon senso.

Le prime ci raccontano che qualsiasi comunicazione, per ottenere il suo scopo, deve innanzi tutto scegliere a quale codice in prevalenza ancorarsi. Zaia è pienamente sul codice verbale ed essendo lui l'oratore, al momento, non dovrebbe avere alcun problema nel focalizzare l'attenzione su di sè e su quanto detto. Eppure qualcosa accade nel campo visivo e disorienta l'ascolto. Questo perchè l'altro interlocutore, Salvini, ha attivato contestualmente il codice gestuale, svolgendo un'azione concreta ripetuta una decina di volte: prendere, mangiare le ciliegie, espellere il nocciolino. Azione accompagnata da una vaga tendenza ad annuire alle parole dell'oratore.

Si è creato, errore marchiano, un doppio focus di attenzione: lo spettatore potrebbe essersi smarrito, e non sarebbe assurdo supporre che abbia potuto pensare: "Ma quante ne mangerà?", oppure: "E' proprio vero, una tira l'altra!". E di quello che ha detto Zaia? Sfido qualcuno a ricordare nello specifico l'oggetto del suo intervento alla prima visione del video.

Sfrondando l'infelice livello comunicativo, e la probabile lotta interna a un partito tra due figure politiche, appare conseguente riconoscere come la mancanza di basilari e composte regole di ascolto, abbia maltrattato l'oggetto e l'importanza della comunicazione orale - la chiusura di un punto nascita dell'ospedale di Verona, in seguito a morti sospette di bambini -, uscita malconcia da questo incontro pubblico.

All'inzio della Pandemia da Coronavirus, lo stesso Zaia, aveva avuto un'infelice uscita mediatica - "I Cinesi? tutti li abbiamo visti mangiare topi vivi." - corretta, nell'immediato, con delle scuse, doverose, rivolte all'ambasciata cinese.

In tutta sincerità, io non ho mai visto cinesi mangiare topi vivi, però in compenso ho osservato Salvini mangiare delle ciliegie.

 
 
 

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