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Sondrio o son desto?

  • Immagine del redattore: Nico Carrato
    Nico Carrato
  • 23 set 2021
  • Tempo di lettura: 1 min

Già simbolo di saggezza e comprensione, la civetta, in spalla alla dea Atena.

Occhi gialli, becco adunco, poi retrocessa a figura di cattivo augurio.

Qui e ora, è semplice richiamo per il pubblico cittadino.

Gambe appena pronunciate, corpo in favore di sguardo, fidata compagna della stampa locale, indugia su marciapiedi frettolosi, nelle vicinanze di un'edicola. Urla a stampatello, sussurra in minuscolo notizie e sensazioni fresche di inchiostro. Caratteri diversi, per colore e grandezza, assicurano una gerarchia di interesse.

Passante distratto e rapito, curiosità in sosta.

Pur provvista delle giuste pause, la lettura può farsi equivoca.

E almeno un sorriso le è corrisposto in coda alla buffa e involontaria narrazione.

Un personaggio insospettabile - reato stupefacente - assicurato alla giustizia dalla rapace polizia ferroviaria. Magari già in libertà, anche lui potrà confermare la veridicità del primo articolo della nostra Costituzione.

Trucco nero per eventi memorabili, rosso arancio per promesse da soddisfare, malintesa civetta, sincere e azzurre le sue generalità.

 
 
 

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