top of page

Salvini e il portafogli a destra

Immagine del redattore: Nico Carrato
Nico Carrato
8 feb 2021
Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 14 mar 2021

E' risaputo. Montecitorio è luogo malfamato.

Vai per cercare una penna biro e ti accorgi che ti manca addirittura la giacca.

Lontana dal riferimento al capo leggero già indossato, giacca si riferisce per estensione - modo colloquiale - al significato di giubbotto.

Mentre una biro, non la propria, arriva in prestito da qualcuno, giubbotto o giacca che sia, il pensiero corre al portafogli adagiato in una tasca.

Sarà al sicuro? Adesso non è il momento di pensarci. Ora occorre riferire l'esito della consultazione tenuta con il presidente incaricato di formare un nuovo governo.

Il tono confidenziale, basso, quasi una voce-pensiero marca la distanza dal politichese, adottato da lì a breve. Una comunicazione paraverbale sostenuta da una mimica fantozziana - dito indicatore sul petto - a segnalare la mancanza e a presagire un eventuale disagio.

Si attiva, poi, a sua insaputa, l'espressività comica e seriosa di Renato Pozzetto, priva della raffinatezza dell'attore milanese.

Pienamente consapevole entra in scena, infine, il terzo personaggio - il senatore Salvini - con voce piena e ufficiale, senza intenzione di far sorridere.

Molto probabilmente, nonostante i loschi personaggi che frequentano le stanze e i corridoi di Montecitorio, il portafogli sarà ancora nella tasca a destra.

 
 
 

Commenti


bottom of page