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Rassegnata Inquietudine

  • Immagine del redattore: Nico Carrato
    Nico Carrato
  • 6 ago 2021
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 13 ago 2021

A chi ancora oggi si ostina a ritenere il popolo italiano ingovernabile, conviene ascoltare le parole di Leonardo Sciascia, non soggette a scadenza. E provare a farsi delle domande.

Perché in presenza di fenomeni diffusi e gravi di corruzione e disservizi non si attiva una coscienza collettiva sinceramente politica? Opportunismo o pavidità, la cura del bene comune, a qualsiasi livello, sembra zoppicare di fronte ad agili interessi di parte.

E che peso gioca l'inconscio collettivo cristiano nel definire, ulteriormente, una cifra antropologica di acquiescenza passiva e tendenzialmente rinunciataria? Con la conseguente e rischiosa attesa di un messia obbligato a caricarsi le sorti del Paese?

Divisi e dimessi con un orizzonte di senso schiacciato sul presente, impegnati a fare quel che accade (Musil), a inseguire, sprovveduti, gli eventi e le emergenze di una realtà complessa.

E a scoprirci ancora più impreparati, più inquieti.

La politica degli italiani, non la governabilità, è in discussione.

Leonardo Sciascia, 1981 - Frammento Intervista RSI


 
 
 

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