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Undine: tutti i battiti meno uno

  • Immagine del redattore: Nico Carrato
    Nico Carrato
  • 20 mar 2021
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 24 mar 2021

Una donna sola in una camera d'albergo.

Un contatto telefonico per accorciare la distanza di un amore diviso.

Lo schermo di uno smartphone.

Parole, silenzi, pause.

Un sospetto difficile da nascondere, e da sostenere quando il tono risoluto anticipa la conclusione. Retta da un'indagine dei sensi armata di due flashback.

Palese il primo. Profondo l'altro - un battito mancato - per un'antica e viva emozione.

Raccolta nel corpo, sguardo sfuggente, Undine (Ondina) porta nel nome l'identità mitica di una ninfa dei laghi. Emersa dai flutti d'acqua, è priva di un'anima che solo l'amore di un uomo potrà attribuirle.

Non le manca il cuore pronto a farsi sentire nonostante la sonorità 'bianca', a bassa frequenza, di un'acqua avvolgente.

Sincero, manifesta in superficie la traccia di un passato trattenuto in profondità.

Al riparo da uomini di fede - Cristo-foro, portatore (della parola) di Cristo - gelosi di un ordine costituito. Un tuffo al cuore, un'emersione di senso.

Nessuno - lo racconta ancora la mitologia - è sempre il nome di qualcuno.

 
 
 

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