L'imprevisto creativo e i semi visivi
- Nico Carrato
- 11 mag 2021
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 12 mag 2021
Philippe Daverio. Informare, dilettare, coinvolgere.
In apertura, citazione della fonte (Arthur Koestler) e dichiarazione dello scopo: l'imprevisto all'origine della creatività.
Sostenuta dall'efficace 'regola del tre', la cornice teorica introduce un racconto dal sapore aneddotico. L'abbassamento al quotidiano, privo di qualsiasi intellettualismo, ci accompagna lungo le tappe essenziali della narrazione.
Una sosta interrogativa innanzi a un bivio dialettico.
Cosa aspettarsi, una risposta da copione teatrale o un gesto inconsueto?
Prima dello scioglimento, i semi visivi (scale, letto, finestra) di un evento comune e sconvolgente (un adulterio) sono germogliati. La curiosità si è radicata.
Velata dall'eloquio confidenziale, una magistrale tecnica oratoria ha operato: la persuasione generata dall'organizzazione del discorso (logos); il pathos acceso dalla messa in scena e dal passaggio dalla terza alla prima persona; la credibilità (ethos), dal principio di realtà.
Visibile, l'eleganza raffinata e colta di un relatore dall'identità prismatica, nutrita da un pensiero classico, animata dalla modernità, orientata ai bisogni del presente.
L'imprevisto, alla fine, è davvero il padre della creatività. Daverio ne è testimone.
Il riso, catartico quanto la tragedia, lo conferma.
p.s. Frammento di una lezione sul Design tenuta al Politecnico di Milano
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